Ittierre, poker di Bianchi

8 novembre 2011

Antonio Bianchi fa poker. Dopo Fiorucci, Ferrè Milano e Lagerfeld, il patron dell’Ittierre mette a segno il quarto colpo per il rilancio dell’azienda tessile di Pettoranello e chiude l’accordo con Aquascutum, icona del lusso British. A riferire la notizia, l’agenzia Milano Finanza-Dow Jones, che spiega come l’Ittierre abbia «siglato una partnership quinquennale per la produzione e distribuzione in licenza delle collezioni pret-a-porter e accessori, uomo e donna, in Europa Continentale, Russia e Medio Oriente». Le collezioni Aquascutum realizzate da Ittierre, aggiunge ancora Mf, debutteranno con la stagione autunno/inverno 2012-13. Grande la soddisfazione di Bianchi nel commentare l’intesa con il brand del made in England: si tratta «di un marchio che ha rappresentato il British luxury per oltre 150 anni e che si è distinto per innovazione e tradizione artigianale. Questo accordo conferma ulteriormente la volontà di Ittierre di porsi come punto di riferimento mondiale per tutti quei marchi che ricercano l’eccellenza: nella produzione di collezioni pret-a-porter e una distribuzione altamente specializzata e qualificata». Sulla stessa linea Harold Tillman, presidente di Aquascutum: «Un nuovo passo nel percorso di sviluppo internazionale del nostro marchio – ha detto a Milano Finanza-Dow Jones – La partnership con Ittierre riflette la crescita della domanda mondiale per i marchi icona del British luxury come Aquascutum, richiesto oggi nelle principali città europee, mediorientali e russe. Siamo felici di lavorare con Ittierre, società che garantisce un solido network distributivo ed esperienza nella produzione e distribuzione di collezioni pret-a-porter, elementi che aiuteranno Aquascutum a crescere al di fuori del Regno Unito. Questo a complemento della già avviata espansione su Londra attraverso l’apertura di monomarca e la crescita della presenza on-line, ma anche del rafforzamento delle nostre unità produttive in Gran Bretagna e delle nostre ambizioni per una nuova fase di crescita nelle Americhe». Infine Alessandro Locatelli, direttore generale di Ittierre: «Questa nuova licenza, la quarta nel 2011, descrive al meglio la strategia di sviluppo della nuova Ittierre. L’accordo con Aquascutum, marchio prestigioso e noto globalmente, conferma la volontà di mirare alla qualità assoluta dei progetti. Vogliamo presentarci al mercato come specialisti nella produzione e distribuzione di collezioni pret-a-porter e al contempo continuare la tradizione di leadership di Ittierre nei segmenti bridge e accessori». Bianchi prosegue dunque a ritmi serrati per riportare l’Ittierre ai fasti di un tempo. Solo pochi giorni fa, dalle colonne del sito web “moda online.it”, il direttore generale di Fiorucci Edouard Obringer definiva «un punto di svolta» la nuova licenza siglata con Ittierre ai fini del progetto di riposizionamento del marchio Fiorucci. Dalla partnership è nata «una collezione meno teen e molto più pret-à-porter – ha spiegato Obringer – partita con l’estivo e ancora più ampliata nella successiva stagione invernale ». In questa fase «c’è posto per progetti nuovi, che siano anche democratici e sappiano offrire un prodotto giusto, di grande valore percepito ma con una fascia di prezzo concorrenziale come gli 80/100 euro di un jeans e i 35 euro delle t-shirt». Come si vede, prezzi certamente per fare cassa, ma anche per andare incontro alla richiesta di clienti che non vogliono spendere «90 euro per una maglietta». Fiorucci si avvale anche dell’importante collaborazione con Naomi Campbell, «una collezione di denim e t-shirt – ha argomentato il direttore generale – che ha già dato buoni risultati nella primavera/estate raggiungendo 200 punti vendita di alto livello e che è stata riconfermata anche per l’autunno/ inverno». Partner di alto livello, dunque, quelli scelti da Fiorucci per il proprio rilancio, basato su un prodotto made in Italy dall’identità fortemente riconoscibile. L’insieme delle licenze Fiorucci sviluppate tra Europa, Sud America e Asia rappresenta attualmente un business di circa 46 milioni di euro, mentre la sola licenza siglata con Ittierre per l’abbigliamento donna dovrebbe raggiungere, conclude “modaonline.it”, «entro il 2013 un giro d’affari di 10 milioni di euro».

Pasquale Bartolomeo

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