Il Cipe sblocca 5,5 miliardi
21 gennaio 2012ROMA. “Il Cipe ha confermato l’impegno assunto dal governo con gli enti locali lo scorso 17 gennaio approvando delibere sulla programmazione nazionale e regionale del Fondo sviluppo e coesione. Una prima delibera garantisce un quadro di certezza sul finanziamento effettivo, riallocando i tagli per circa 10,5 miliardi stabiliti con diversi provvedimenti del precedente governo. Inoltre il Parlamento ha a suo tempo stanziato 2.800 milioni di euro, destinati a ripristinare la copertura degli investimenti ritenuti indifferibili”. La decisione è arrivata ieri pomeriggio. Il Comitatto interministeriale ha sbloccato quasi quattro miliardi per nuove reti ferroviarie, 680 milioni per il dissesto idrogeologico di sette regioni del Sud, fondi per Università, nuovi alloggi, Metro C di Roma e rifinanziamento del Fondo Sviluppo e Coesione. Per il dissesto idrogeologico, con la delibera “frane e versanti”, il Cipe ha finanziato con 679,7 milioni di euro (di cui 352 milioni messi a disposizione dalle Regioni sui Programmi attuativi regionali e 262 milioni attraverso i Programmi attuativi interregionali) quei territori del nostro Mezzogiorno colpiti da calamità naturali. In tal senso, saranno realizzati 518 interventi identificati tra il 2010 e il 2011 attraverso un processo di collaborazione tra le sette regioni del Sud interessate (Basilicata, Calabria Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), il ministero per l’Ambiente e la Coesione Territoriale. Gli importi sono distribuiti tra le sette regioni interessate: Basilicata 23,94 milioni, Calabria 198,9, Campania 184,45, Campania (Giugliano) 26,23, Molise 27, Puglia 175,56, Sardegna 25,85, Sicilia 12,75. Sbloccati anche 556 milioni per l’edilizia scolastica: di questi 456 milioni saranno destinati alla messa in sicurezza delle scuole italiane (due terzi al Sud) mentre 100 milioni serviranno alla costruzione di nuovi complessi. Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle scuole, al Molise dovrebbero spettare circa 6 milioni di euro per completare il 22% dei lavori rimasti (prima regione in assoluto sul territorio nazionale ad aver realizzato il maggior numero di interventi sui plessi scolastici per la messa in sicurezza ossia il 78%).






