Regione Molise fuori dalla giungla dei privilegi

29 gennaio 2012

Il presidente del Consiglio regionale Mario Pietracupa

CAMPOBASSO. La Regione Molise é l’unica assemblea legislativa in Italia ad aver introdotto il taglio dei vitalizi con la Finanziaria 2012 approvata nella notte tra il 17 e 18 gennaio scorso. A rilevarlo è la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome riunitasi a Roma venerdì scorso e a cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale del Molise Mario Pietracupa. Nel corso dei lavori, infatti, è emerso che le 21 Regioni hanno tutte legiferato l’abolizione dei vitalizi ma, mentre per gli inquilini di Palazzo Moffa a Campobasso l’applicazione parte con l’entrata in vigore della legge Finanziaria 2012, per le 20 rimanenti le “pensioni d’oro” saranno abrogate dopo le prossime elezioni regionali, quindi nel 2015. In realtà la Regione Molise, oltre al primato sui vitalizi, ha iniziato questa decima legislatura all’insegna del risparmio proprio sui costi della politica. Così, se da un lato potrà sembrare irrisorio il taglio delle indennità del 10% (che si aggiunge all’altro 10% imposto dalla Finanziaria di Tremonti), “lo stipendio” dei consiglieri dovrebbe diminuire ulteriormente nel momento il cui i parlamentari romani, che difendono con le unghie e con i denti i loro emolumenti, daranno il via al taglio per il proprio portafoglio. Sul Corriere della Sera si legge: “Ha senso che un consigliere regionale molisano, dove la vita costa il 32,8% in meno, intaschi ogni mese fra indennità e rimborsi vari 10.125 euro netti contro gli 8.639 del suo collega della LIguria? E sorvoliamo sul fatto che il Molise ha un quinto degli abitanti della Liguria e una ricchezza procapite del 37% inferiore”. Per dovere di cronaca però sarebbe il caso di ricordare che, oltre al vitalizio abrogato da subito, oltre al taglio del 10% delle indennità, la Finanziaria molisana ha inciso da subito anche sui costi di gestione dell’apparato che porta il nome di Consiglio regionale. Nel 2012, infatti, Palazzo Moffa spenderà circa 1 milione di euro in meno rispetto al 2011 con una riduzione di circa 450mila euro sui costi dei lavori consiliari e 500mila euro sugli emolumenti. Si poteva fare di più se si guarda la legge Finanziaria nel suo complesso? Forse. Almeno secondo quanto evidenzia il dirigente nazionale del Pd, il molisano per acquisizione Giovanni Principe che, sul suo blog, evidenzia come “I tagli contenuti nel lungo elenco di articoli a ciò destinati sono risibili. I problemi più spinosi, quelli che potrebbero portare risorse di qualche entità significativa, sono rinviati a tempi migliori” mentre sui vitalizi già acquisiti, su cui è stato impossibile intervenire, scrive che “potevano istituire un fondo di solidarietà” su cui far convogliare una percentuale. E da qui la domanda nasce spontanea: perché nessuno (centrosinistra compreso) non ha raccolto la provocazione del consigliere dell’Udeur Vincenzo Niro riducendosi volontariamente la propria indennità pur avendo proposto inserire nella finanziaria il taglio del 50%?

red.pol.

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