Isernia-Comunali: Udc – Idv intesa possibile ma senza scudo crociato
29 gennaio 2012
Casini con Izzi
ISERNIA. Campo libero. In vista delle elezioni comunali, l’Udc avrebbe avuto il lasciapassare da Roma per gestire la campagna elettorale in tutta autonomia. Un ampio spazio di manovra, che potrebbe portare a un clamoroso appoggio al centrosinistra nella persona di Franco Capone. Per ora solo indiscrezioni. Secondo le quali il via libera sarebbe arrivato nelle scorse ore direttamente dal leader del partito, Pier Ferdinando Casini. E così, l’uomo di riferimento dei centristi in provincia, Mimmo Izzi, avrà le mani libere fino a maggio. Ma attenzione, non è detto che il consigliere regionale riporterà la nave del partito nel porto del centrodestra. Se la coalizione ‘azzurra’ dovesse candidare Rosetta Iorio non dovrebbero esserci scossoni. Avanti come in passato, in appoggio agli amici di sempre. Ma il centrodestra sembra pullulare di pretendenti alla poltrona di sindaco. E se Rosa Iorio non sarà, è tutt’altro che certa la permanenza dell’Udc nell’orbita degli alleati di Berlusconi. Pur stando all’opposizione ormai da tempo a livello nazionale, Casini non ama farlo nelle amministrazioni locali. E, alla luce del risultato delle Regionali, avrebbe fiutato le difficoltà del centrodestra finanche nella roccaforte del governatore. Ecco perché a quel punto sarebbe naturale guardare altrove. A un centrosinistra, magari, che soltanto qualche giorno fa, tramite Antonio Monaco dell’Idv, ha aperto chiaramente al dialogo proprio con Izzi e company. In Molise, quindi, Di Pietro e Casini flirtano. In vista della possibile costituzione di un asse moderato, magari retto dalla candidatura a sindaco di Franco Capone. Insomma, Izzi e Capone. L’uno in Comune ha già fatto parte di una squadra di centrosinistra, nella Giunta Caterina di qualche anno fa. L’altro, prima di scegliere il ‘Gabbiano’, è stato a lungo nei socialisti. Dunque, entrambi ricordano i tempi d’oro della Prima Repubblica e hanno l’esperienza giusta per barcamenarsi nella Seconda che volge al termine. Quindi, perché no? Un perché in effetti ci sarebbe: una sorta di veto imposto dall’Idv stessa. Va bene l’accordo con Casini e l’Udc, ma solo senza il loro simbolo. Quello scudo crociato ricorda troppo da vicino il centrodestra di Iorio. Ma quello stesso scudo crociato è anche alla base dell’identità del partito di Izzi e Casini. Certo, come si dice, l’abito non fa il monaco. Ma basterà?






