Crisi, Marinelli (Pdl): «Tagliare gli enti inutili»

Crisi economica, disoccupazione, speranze e illusioni, alternative e possibilità di uscirne. Questi i temi con cui i la maggior parte dei giovani si trovano a dover fare i conti giorno dopo giorno, e questi i temi su cui ha accettato di confrontarsi l’avvocato Franco Giorgio Marinelli. (continua…)

Mauro Marinelli: “Ormai il Molise fa paura a tutti”

MAURO MARINELLI

“Dietro quell’aspetto apparentemente burbero si celava una figura dalle grandi doti umane. Per il calcio molisano è stata una grande perdita considerato che è stato l’unico talent scout capace di catapultare diversi giocatori nostrani nel professionismo” Interpellato telefonicamente per fare il consuntivo del torneo delle Regioni, il primo pensiero di Mauro Marinelli, che non riesce a nascondere la sua commozione, corre ad Antonello Toti, scomparso prematuramete ieri l’altro. “Lo ricordo sempre presente ai tornei della rappresentativa dove spesso ci scambiavamo consigli – dice Marinelli -. Oggi credo sia doveroso che il torneo giovanile Corpus Domini di Campobasso diventi una manifestazione ancora più imponente di quella che lui stesso con tanto impegno e sacrificio è riuscito a mettere in piedi”. (continua…)

Intervista Michele Iorio. “Necessario riparametrare l’offerta sanitaria correlandola ai bisogni reali”

D: Nell’ambito della riorganizzazione della sanità appare chiaro che l’integrazione tra strutture pubbliche e private è ormai una necessità. Eppure ogni volta che si parla di integrazione si incontrano ostacoli non solo nel mondo politico ma soprattutto tra gli addetti ai lavori del sistema sanitario stesso. In un suo intervento in Consiglio regionale lei ha affermato: “Sono convinto che ai cittadini non interessa dove vengano curati ma interessa ricevere le cure adeguate”. Si ha la sensazione però che da sempre (non solo con i governi Iorio) le decisioni politiche sul settore abbiano guardato, spesso e volentieri,  più a tutelare gli interessi di chi vive nella sanità (a volte senza peraltro pretendere di svolgere al meglio il proprio lavoro) piuttosto che gli interessi del malato. C’è la possibilità, in questo momento di “svolta”, di conciliare, in Molise, gli interessi degli addetti ai lavori nel sistema sanitario con il principale interesse del cittadino, ossia il diritto ad avere una sanità che funzioni? Se si, perché non lo si è fatto prima?

R: Sono convinto che i malati vogliano ricevere prestazioni adeguate e di qualità, e non si appassionino in alcun modo nel conoscere se la struttura che glieli fornisce è di proprietà pubblica o privata. Sicuramente il personale sanitario va ascoltato, tenuto nelle giuste considerazioni, valorizzato, promosso e tutelato, ma resta il Mezzo e non il Fine dell’azione del Servizio Sanitario Regionale. L’esigenza di una nuova riforma nel settore della sanità si avverte oggi maggiormente per via della crisi finanziaria in corso. È quindi necessario riparametrare l’offerta sanitaria correlandola ai bisogni reali, ed eliminando, dovunque sia possibile, dispendiose duplicazioni. In questo percorso anche la condizione commissariale in atto rappresenta una strumento che, usato con responsabilità, aiuta ad ottenere decisioni rapide.

D: Lei, commissario della Sanità, ha deciso di coinvolgere le forze politiche presenti a Palazzo Moffa sulla riforma dell’organizzazione sanitaria molisana. Una mossa politica di tutto rispetto ma anche un segnale di responsabilità politica per tutti. E in Consiglio regionale sono presenti, accanto all’opposizione che ancora non si riesce a capire quale idea abbia in proposito perché é chiamata a decidere senza conoscere il merito della questione (secondo le dichiarazioni del consigliere Romano), anche alcuni esponenti di centrodestra legati in qualche modo al mondo sanitario (vedi Pietracupa = Neuromed, D’Aimmo = Cattolica, Sabusco = Asrem). Questo può agevolare o ostacolare le scelte su come riformare? E soprattutto, che senso ha coinvolgere le opposizioni senza fornire loro il materiale necessario per poter arrivare a fare proposte concrete che possano essere valutate dalla maggioranza di centrodestra?

R: Credo che il merito della questione è costruire una sanità che funzioni per tutti i molisani. La struttura Commissariale ha impostato una proposta che offriremo al confronto di tutti, e quindi anche delle opposizioni. Ciò sia in termini formali ma anche e soprattutto sostanziali. I consiglieri regionali hanno a disposizione gli strumenti per giungere ad un’idea attenta e complessiva della questione. Quel che manca, invece, è una vera e propria proposta dell’opposizione su cui poter discutere e confrontarci. Ad ogni modo, per venire alla seconda parte della domanda, credo che la specializzazione professionale di alcuni eletti sia un arricchimento del dibattito, che si potrà giovare di punti di vista diversi e basati su concretezza ed esperienza. Sono certo che anche con questi apporti si potrà giungere ad una soluzione che riconfermi la scelta di una sanità pubblica che funzioni e che sia strettamente collegata e correlata a strutture private che ne implementano e ne completano l’offerta.

D: E’ vero che da parte di qualche esponente dell’opposizione è stato raccolto il suo invito a compiere scelte condivise nel settore rilanciando con la proposta di creare una sorta di governo “tecnico sulla salute”? In ogni caso, se le arrivasse  una simile proposta, da lei come sarebbe accolta?

R: Il settore sanitario è già gestito in termini operativi da tecnici: c’è una struttura Commissariale, che vede il Presidente della Regione coadiuvato da due tecnici sub Commissari, c’è la struttura dell’Assessorato alla Sanità, c’è l’ASREM e il suo direttore, e potrei continuare ancora. Forse di Governi tecnici ne abbiamo già abbastanza.

D: Integrazione Cardarelli – Fondazione Giovanni  Paolo II: il suo intervento in IV Commissione sul piano sanitario regionale è stato chiaro e ha messo in evidenza che “si potrebbe prevedere in futuro la costruzione di una nuova struttura, nei pressi della Fondazione, che potrebbe ospitare altri reparti del Cardarelli”. Nel Psr al vaglio della Commissione è presente anche un’altra ipotesi di nuova struttura a Monteroduni. La motivazione è il minor costo di costruzione ex novo, piuttosto che la ristrutturazione degli stabili esistenti.  Quindi Cardarelli, SS Rosario e Veneziale che fine faranno?

 

R: La mia relazione svolta in Commissione è stata esaustiva su molti punti che riguardano la riforma proposta. La necessità di prevedere uno spostamento logistico del Cardarelli è molto più attuale rispetto all’ipotesi della costruzione di una nuova struttura baricentrica tra Isernia e Venafro. Ipotesi quest’ultima che immagino potrà essere certamente impostata, ma che, per la sua realizzazione, ha bisogno di tempi più lunghi. In ogni caso le strutture residue dei vecchi ospedali potranno trovare utilizzi diversi, anche sulla base di valutazioni economiche da decidere in una fase successiva.

Luigi Velardi: non si governa in Molise senza l’Udc, ma siamo leali

Lealtà alla maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale del Molise, con senso critico ma collaborativo, nel rispetto dei ruoli che il consenso elettorale ha attribuito al suo partito. (continua…)

Morelli spiega: ecco perchè si investe in Serbia

CAMPOBASSO- I grandi colossi dell’economia italiana stann concentrando gli sforzi dall’altra parte del mare Adriatico. In particolare a Belgrado si è riunito il Serbian Italian Business Council., si tratta di un ente no profit dedicato alla promozione dei rapporti economici e commerciali tra i due paesi, al sostegno di iniziative di consorzi di imprese private per sviluppare affari e all’organizzazione di eventi di alto profilo. (continua…)

Droga: intervista alla giovane scrittrice Chiara Albanese

AGNONE. “Sono la prima a dire che mio fratello fosse un drogato” ammette Chiara Albanese proseguendo: “ma c’è da tenere conto che Giuseppe non fosse solo quello; era una persona a modo come poche”. Per chi non lo ricordasse Chiara Albanese è una scrittrice di soli 20 anni che vive ad Agnone. (continua…)

Il Pdl verso il congresso Di Giacomo: “Lista unitaria o ci contiamo”

Ci sarà confronto, e anche piuttosto vivace, nei congressi provinciali che il Popolo della libertà si prepara a celebrare in Molise. Ne è convinto il coordinatore regionale Ulisse Di Giacomo che non si è fermato nemmeno in questi giorni di abbondanti nevicate pur avendo preso la decisione di rinviare la data di celebrazione del congresso in provincia di Campobasso. (continua…)

Vitagliano: al lavoro per una Regione nuova e moderna

Elegante, colto, atletico, impertinente, scontroso, buon compagnone, antipatico ma soprattutto indiscusso istrione della politica molisana. Si sta parlando dell’assessore alla Programmazione e Bilancio della Regione Molise, Gianfranco Vitagliano. (continua…)

Bilancio, Pietracupa: evitiamo di perdere tempo inutile

Mario Pietracupa, presidente del Consiglio regionale del Molise

Sono stati giorni di festa caratterizzata dal lavoro per la presidenza del Consiglio regionale e per le commissioni che hanno dovuto analizzare il bilancio consuntivo predisposto dalla uffici di via Genova, sede della Giunta e dell’assessorato retto da Vitagliano. «Ha ragione, è vero – dice il presidente del Consiglio regionale Mario Pietracupa – siamo stati presenti in Consiglio soprattutto per velocizzare le operazioni di consegna della documentazione. E siamo certi di averlo fatto con tempestività stabilendo un percorso sinergico con l’assessorato al Bilancio. Voglio solo ricordare che la legislatura si è aperta il 5 dicembre».

Ma dalle minoranze sono state sollevate delle riserve a proposito del bilancio. «Non entro nel merito. C’è stata anche una diffida, ma ritengo che sia stato sbagliato l’indirizzo. Voglio ricordare a chi ha scritto che io sono il notaio della situazione, ovvero quello che rivede la documentazione e si assicura che la documentazione venga consegnata ai soggetti che ne ha diritto. Non faccio il postino di nessuno e in aula chiarirò questo aspetto. Il ricorso alla diffida e al dileggio è una pratica molto diffusa, e proprio per questo dico: evitiamo i colpi ad effetto».

Presidente Pietracupa, rispetto alla passato legislatura si respira un’aria diversa in Consiglio. «Ho la sensazione che ci sia reciproco rispetto. E non darei troppo peso al fatto che alcuni consiglieri abbiamo abbandonato la seduta. Anzi interpreto tutto questo come una iniziativa responsabile perché un’eventuale ostruzione in commissione avrebbe potuto bloccare i lavori per l’esame del bilancio consuntivo. Sono liberi di non condividere l’intera della commissione e di uscire dalla stanza. La preoccupazione di tutti è quella di scongiurare l’esercizio provvisorio che creerebbe problemi sul fronte dei pagamenti ».

Quindi verrà scongiurato l’esercizio provvisorio. «Senza bruciare le tappe c’è la condivisione da parte di tutti di muoversi con i giusti tempi tra audizioni, esame della documentazione e la sintesi con una decisione che possa essere la più ampia e condivisa. Abbiamo tempi abbastanza ampi per fare tutto questo, ma se poi ci si vuol soffermare sulle virgole chi lo fa si assuma le proprie responsabilità nei confronti dei nostri corregionali. Credo che vada cambiato anche il sistema del confronto anche rispetto al supporto all’attività dei consiglieri. Dobbiamo dare una svolta anche in termini di burocrazia. Non è possibile che nel 2012 si debbano fare le convocazioni del Consiglio con telegramma o lettera raccomandata. Non è possibile dover trasmettere i documenti seguendo un iter che è obsoleto e fuori dal tempo. Mi attiverò, anche con una variazione dei regolamenti, per velocizzare la macchina amministrativa adeguandola a più moderni di comunicazione».

Un ente ancora troppo ingessato che Pietracupa vuol trasformare dalle fondamenta. «È ridicolo e anacronistico che si debba rincorrere i consiglieri con faldoni di carta. Uno spreco di tempo e denaro ».

Presidente e sui restanti costi della politica. Vitalizio sì o vitalizio no? «Ho già dichiarato la mia posizione. In questo momento, considerando quanto accade nel resto d’Italia, mi sembra inevitabile che un consigliere regionale non debba prendere la pensione dopo solo 5 anni di legislatura. Però sono anche contrario a un sistema di demonizzazione che sta ridicolizzando un intero Paese. Vitalizio, costi della Casta, i blitz della Finanza. Forse sfugge a qualcuno che ci sono sempre state delle teste di legno a cui sono stati intestati dei beni. Forse sfugge a qualcuno che grossi imprenditori sono risultati nullatenenti, più che per il fisco per non pagare il dovuto ai propri operai? I controlli vanno fatti e chi sbaglia deve esser punito. Così come per i politici va fatto un monitoraggio continuo. E per questo invito la Guardia di finanza a la Procura a farlo. Analizzando i patrimoni dei politici. Se un politico percepisce centomila euro all’anno e a fine mandato ha un conto corrente che non si giustifica con quanto ha percepito e speso deve spiegare come sia stato possibile. Questo va fatto per evitare che ci si ritrovi con gente che percepisce tangenti. E dico queste cose in maniera chiara perché tutti possano capire ciò che voglio dire. Voglio svolgere in maniera onesta il mio lavoro e mi impegnerò perché vadano pubblicate le documentazioni relative ai consiglieri regionali. Per una politica di trasparenza anche sui redditi di noi consiglieri».

Pino Cavuoti

Intervista ad Amedeo Chiantese capo dei dissidenti e fautore della spallata all’ex sindaco

AGNONE - Nel segno della continuità amministrativa. Il Comune di Agnone ha cambiato casacca passando dal centrodestra al centrosinistra ma la manfrina è sempre la stessa. Così chi si apettava un radicale cambiamento con l’avvento della giunta di centrosinistra guidata da Michele Carosella (che di fatto ha interrotto un’egemonia del centrodestra che durava da 12 anni) si è dovuto prontamente ricredere. E’ il pensiero ricorrente (supportato dai fatti) di Amedeo Chiantese, ex assessore a palazzo San Francesco e capo dei dissidenti che ha contribuito a far cadere Gelsomino De Vita. (continua…)

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