Il cinema di Isernia riapre in digitale

cinemaRiapre, dopo circa due mesi di pausa, la sala cinematografica di Isernia sotto una nuova veste e un nuovo nome: “Cinema Lumière”. L’inaugurazione ci sarà sabato 08 marzo alle ore 11.00. Tante le novità: nuova gestione affidata a Pentria Services s.c.s. dell’imprenditore Mario Caruso, sala ammodernata e confortevolmente climatizzata, nuovo e più ricco angolo bar, nuovo schermo ed eccellente impianto audio, impianti integralmente in digitale. (altro…)

Provincia di Isernia, aria di maretta in Progetto Molise

ISERNIA - Il mal di pancia è forte. E, al momento, non c’è medicina che possa alleviarlo. Franco Martone non ci sta. La fase che sta attraversando con i vertici di Progetto Molise non è di certo idilliaca, anzi. Il consigliere che fu di Di Sandro contesta il pressing del movimento su Luigi Mazzuto in chiave Consiglio provinciale e attende un incontro con il numero uno Mario Lombardi.

Mario Lombardi

Mario Lombardi

Insomma, nel centrodestra l’aria è sempre più turbolenta. Giorni fa, la conferenza dei capigruppo ha condiviso la data del 1 agosto per la riunione del prossimo Consiglio provinciale. Una seduta in cui bisognerà discutere – su richiesta di sette consiglieri, di cui cinque di maggioranza – della verifica quadriennale degli obiettivi raggiunti dall’amministrazione. Una sorta, abbiamo già spiegato, di assemblea-trappola. La verifica quadriennale è una specie di esame prettamente politico. Ma un voto negativo in quella sede va considerato anticamera della sfiducia più propriamente tecnica. Tuttavia una scappatoia possibile per Mazzuto c’è: quella di sfuggire al confronto, sfruttando i fedelissimi rimasti, facendo sciogliere la seduta per mancanza del numero legale, dunque guadagnando tempo prezioso. Comunque sia. Tra i firmatari della richiesta di Consiglio c’è anche Mario Lombardi, poco dopo nominato neo assessore. Un passaggio che non ha reso affatto felice Martone. Il quale, come detto, contesta in particolare il pressing approntato dai ‘progettisti’ sul presidente. Ma c’è dell’altro. Martone ha lasciato intendere, in particolare, che qualora la discussione sulla scelta di consegnare un assessorato a Progetto Molise fosse stata partecipata all’interno del gruppo, lui stesso avrebbe potuto aspirare legittimamente all’assessorato. Anche in virtù del fatto che il collega Alessandro Valletta, in tema, si sarebbe detto poco interessato. E’ invece andata diversamente: Lombardi è entrato in giunta. E nella coalizione si riaffacciano le vecchie accuse di carente comunicazione interna. Per quanto riguarda proprio Martone, in questo senso, sembrano già lontane anni luce le dichiarazioni d’intenti al passaggio da Alleanza per il Molise: “In Alleanza – spiegava l’allora neo acquisto di Lombardi e co. – non ero preso in considerazione. Le mie istanze cadevano nel vuoto. Nulla mi è stato promesso e nulla ho chiesto. Sono legato a Progetto Molise dalle idee e dalle istanze del mio collegio”.

dc

In diretta il primo Consiglio comunale di Isernia

ISERNIA - E’ stato convocato per le ore 17.00 il Consiglio comunale di Isernia. La seduta, come è consuetudine dal 2010, verrà trasmessa in diretta streaming.
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Isernia ‘saluta’ Monsignor Visco in partenza per Capua

ISERNIA - Ancora una volta con lui e per lui. E non sarà l’ultima, almeno per ora. Domenica scorsa, in Cattedrale, il capoluogo pentro ha celebrato ancora una volta Monsignor Salvatore Visco, vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro, in vista della sua partenza per la Campania. Lo scorso aprile, infatti, Visco è stato nominato da Papa Francesco in persona, Arcivescovo di Capua, succedendo a Bruno Schettino, scomparso improvvisamente nel settembre dello scorso anno. Il Pastore tanto amato dai molisani, tuttavia, come si leggeva già in una nota a poche ore dall’annuncio, “continuerà a reggere la diocesi di Isernia-Venafro come Amministratore Apostolico, con tutte le facoltà che secondo il Diritto competono ai vescovi diocesani, fino a che il Sommo Pontefice non avrà stabilito diversamente”. Un iter confermato. Ma già sabato prossimo, si legge in un comunicato diramato ieri, Visco “prenderà possesso canonico della bimillenaria e gloriosa Arcidiocesi di Capua”. Tuttavia quello di Visco ai molisani, per il momento è solo un arrivederci. Fino alla nomina del suo successore, infatti, tornerà spesso nella sua terra adottiva. Quella che lo ha abbracciato anche domenica scorsa. Tantissimi fedeli e parrocchiani erano presenti al saluto corale. Tra di loro, non poteva mancare anche il neo sindaco Luigi Brasiello che ha rivolto alcune toccanti parole a monsignor Visco: “Un po’ di amarezza – ha detto – c’è da parte di tutti noi per il fatto che lei va via. So che fino alla fine dell’anno ci verrà a trovare una volta ogni tanto. Ma noi la rimpiangeremo, ne sono certo. Tuttavia con il cuore le saremo vicino. Grazie per tutto quello che ha fatto per noi”. Visco è stato travolto ancora una volta dal calore della gente. E ha inteso ringraziare tutti chiudendo una sorta di cerchio aperto al suo arrivo: “Quando sono giunto da voi – ha detto – mi è stato chiesto quale fosse il mio programma. Ho risposto che non ne avevo uno, se non quello di mettere in pratica il Vangelo e volersi bene. Ora dico la stessa cosa: mettete in pratica il Vangelo; anche se spesso non riusciremo a farlo. Io stesso, molto spesso, non riesco a farlo. E vogliamoci bene, ne abbiamo bisogno”. Ma il velo di amarezza che avvolgeva la ‘celebrazione’ è stato raccolto dallo stesso protagonista: “Dentro di me – ha proseguito Visco – ho un po’ di amarezza visto che devo lasciarvi. Anche perché ho alcune cose in sospeso come la Pastorale vocazionale: la possibilità di far crescere la vocazione al Sacerdozio di vita consacrata nella nostra terra; la presa di coscienza dei fedeli di non essere solo fruitori di servizi, ma partecipi dell’Annuncio. Tuttavia – ha termina con speranza – credo che con la Grazia di Dio qualcosa succederà”.

dc

Isernia, Brasiello tuona contro il trasferimento di tre facoltà Unimol: faremo le barricate

ISERNIA -  “I nostri corsi universitari non si toccano”. Luigi Brasiello sgombra il campo dai dubbi: l’amministrazione comunale si batterà con tutte le proprie forze per evitare il trasferimento dal capoluogo pentro a Campobasso di tre corsi di laurea dell’Università degli Studi del Molise attivi presso le sedi locali. Non solo, se possibile, la presenza Unimol a Isernia sarà potenziata. E qui il neo sindaco annuncia l’imminente apertura della Casa dello studente. Dunque, Brasiello non lascia e raddoppia. Il sindaco, infatti, vuol difendere in modo deciso l’istituzione accademica isernina, faticosamente conquistata negli anni attraverso una produttiva collaborazione con l’Unimol e l’impegno anche finanziario dell’amministrazione comunale. I tre corsi a rischio sarebbero quelli di Lettere e beni culturali, Scienze della politica e dell’amministrazione e Scienze politiche e delle istituzioni europee. “Se venisse confermata l’intenzione di trasferirli – ha affermato Brasiello – farò di tutto per impedirlo”. Certo, il sindaco ha “notizie certe” dell’ipotesi trasferimento. Per questo si dice “preoccupato”. Spingendosi ad aggiungere: “Erigeremo le barricate”. Ma il primo cittadino sa già come passare al contrattacco: “Cercherò di migliorare l’offerta con l’intento di incrementare le iscrizioni – spiega – la presenza universitaria va potenziata sotto alcuni aspetti e, del resto, già in campagna elettorale ci siamo detti disposti a riportare i laureandi nel centro storico di Isernia”. Dunque protesta, ma soprattutto proposte. Brasiello, infatti, indica alcune idee utili a potenziare il polo universitario cittadino: “Individuerò nuovi e più funzionali spazi da utilizzare per le attività didattiche. Ho in mente anche un piano di agevolazioni per i fuori sede che prenderanno alloggio nella Casa dello studente”. A proposito. Sul tema, il sindaco è chiaro: “Sarà pronta per inizio settembre: prendo impegno con i cittadini che allora saranno disponibili i 32 posti letto che può accogliere quello che è un gioiello. La struttura ha bisogno solo di piccoli lavoretti che stiamo già ultimando”. Ma non è tutto. Ancora Brasiello: “Contatterò la Regione Molise per ottenere nuovi collegamenti in autobus che siano adeguati alle esigenze degli studenti, soprattutto quelli di provenienza campana. Affronterò altresì il problema della mensa, la cui ubicazione in una zona lontana dal centro storico causa disagi a chi frequenta i nostri corsi di laurea. Infine, studierò come organizzare una più ampia possibilità d’acquisto di libri universitari”.

dc

Isernia, cambio al vertice dello Iacp: fuori Fantozzi dentro Perrella

ISERNIA - Cambio di volto e di genere al vertice pentro dell’Istituto autonomo case popolari. Il tutto all’insegna della riduzione di spesa. Rossella Perrella è il nuovo commissario dello Iacp di Isernia. La nomina è arrivata nelle scorse ore, riguarda uno degli enti sub regionali in corso di ridefinizione e ancora in regime di commissariamento.

Giovanni Fantozzi

Ed è firmata dal presidente della Regione Paolo di Laura Frattura che in questo modo dà seguito a una sorta di spoil sistem a costo zero. La Perrella, infatti, non è certo neofita del settore, rivestendo già il ruolo di numero uno dello Iacp di Campobasso. Succede a Gianni Fantozzi, il cui mandato è scaduto il 9 giugno scorso. Il cambio al vertice è stato deciso all’unanimità dalla Giunta regionale con apposita delibera: la numero 251 del 10 giugno scorso. Un documento che certifica l’impegno di Frattura e company in ottica rinnovamento della macchina amministrativa e risparmio. Perrella, tra l’altro, è anche dirigente presso l’agenzia regionale Molise Lavoro e sarà chiamata a svolgere la funzione di commissario straordinario presso lo Iacp pentro, senza percepire compensi aggiuntivi. Come specifica appunto la delibera che annuncia il nuovo ruolo della Perrella, infatti, “sussistendo l’interesse pubblico alla riduzione della spesa è necessario ed opportuno designare commissario straordinario del suddetto ente un dirigente regionale, il quale non avrà diritto a compensi ulteriori rispetto al trattamento economico già recepito, salvo il rimborso delle spese sostenute per l’espletamento dell’incarico ed opportunamente rendicontate, con onere a carico dell’ente commissariato”. Dunque Frattura pare aver tracciato la via. Puntando a gratificare i dirigenti regionali che mettono a disposizione dell’ente le proprie competenze e affidando loro la guida degli enti subregionali.

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Dr Motor, arrivati i primi licenziamenti

MACCHIA DI ISERNIA (Isernia) -  Dopo le vibrate proteste dei lavoratori Dr Motors Company, iscritti alla Fiom Cgil, che hanno rivendicato un confronto con l’azienda per conoscere il loro destino occupazionale e per ottenere le spettanze pregresse, arrivano i primi licenziamenti. Tre dei 59 dipendenti in cassa integrazione sarebbero stati mandati a casa. Questo quanto denunciato dal sindacato che, per la giornata odierna, ha proclamato lo stato di sciopero. E, a partire dalle ore 8, si terrà un sit-in in piazza della Repubblica. “Il presidio e lo sciopero – ha dichiarato il Coordinamento della Fiom Regionale attraverso una nota stampa – è stato indetto, come altri in precedenza, a sostegno dei lavoratori della DR Motors Company, che non ricevono i salari da vari mesi. Recentemente sono stati collocati tutti in cassa integrazione, per la quale sono state avviate da qualche mese le procedure e per la cui approvazione ed erogazione si prevedono tempi non brevi. Il presidio – ancora il sindacato – è stato indetto per denunciare all’opinione pubblica e a tutte le autorità preposte che l’azienda ha comunicato il licenziamento di tre dei 59 lavoratori. La Fiom ritiene quei licenziamenti illegittimi. I lavoratori e le loro famiglie, senza il supporto delle istituzioni e della politica, hanno pazientato anche troppo. Adesso sono allo stremo ed hanno messo in atto le forme di mobilitazione contemplate dalla Costituzione Repubblicana e dalla legislazione vigente”. Con la manifestazione odierna il sindacato lancia un appello “alla politica, alle istituzioni democratiche e alle autorità preposte, affinché si facciano carico del problema dei salari non pagati ed intervenire per evitare i licenziamenti ingiusti”.

Isernia, rimpasto in Provincia: Di Lucente va al braccio di ferro con Mazzuto

ISERNIA -  Tirato in ballo da mesi come ‘il prossimo ad essere silurato’. Additato alla prima alzata di toni come l’ormai certo assessore estromesso dalla giunta Mazzuto, per far posto alle velleità (magari anche giuste) di alcuni gruppi politici. L’assessore provinciale al Turismo Florindo Di Lucente, esce allo scoperto in merito al paventato ennesimo rimpasto della giunta di Palazzo Berta e incalza il numero uno dell’ente: “Al presidente Mazzuto – scrive in una nota – dico: se proprio lo devi fare, fallo presto e toglimi da questa incertezza che m’impedisce di tornare a lavorare con serenità e che mortifica la mia dignità di uomo e di politico. Se invece di equivoco si tratta, allora è opportuno chiarirlo subito e tornare a lavorare con rinnovato entusiasmo. La mia non vuole essere, quindi, la difesa di una posizione personale, ma di quell’etica della politica di cui, a parole, siamo tutti strenui difensori e paladini”. Di Lucente, insomma, scopre le carte e invita il presidente a fare altrettanto: “La revoca di uno o più assessori – spiega – è un fatto estremamente grave, in quanto ad essere nominati in giunta sono stati i consiglieri più votati delle rispettive liste. La loro revoca, quindi, sarebbe giustificabile solo dal mancato rendimento nell’esercizio delle proprie deleghe o dall’assunzione di posizioni politiche in contrasto con l’amministrazione. Se quindi da una parte capisco che il presidente è sottoposto a notevoli pressioni da parte di consiglieri e gruppi politici, credo anche che dovrebbe ponderare altri aspetti e far prevalere il suo ruolo di garante. La questione – prosegue Di Lucente – andrebbe inoltre affrontata secondo una prospettiva politica più ampia, inquadrandola nell’ambito delle strategie che il centrodestra intende adottare per risolvere la crisi di consenso che ha investito la coalizione alle elezioni regionali e comunali di Isernia. La coalizione può riacquistare credibilità solo ripartendo dalla riaffermazione di un’etica politica, dalla pratica di una buona amministrazione, da coerenza, affidabilità e dall’autorevolezza della propria classe dirigente”. Di Lucente rivendica “maggiore considerazione dalla coalizione, anche in virtù del mio impegno come candidato nel centrodestra alle scorse Regionali, in una campagna elettorale lealmente condotta a fianco del Presidente Iorio, al quale ho portato un contributo di oltre 1200 voti”. Ma l’assessore difende anche il proprio lavoro, “onesto e trasparente”. Di Lucente elenca “i risultati conseguiti che orgogliosamente rivendico come frutto del mio impegno”. Tra questi, “la risoluzione del problema dei cantonieri stagionali, la messa a sistema delle attività turistiche, il coordinamento di enti e associazioni che organizzano manifestazioni culturali, l’adozione di un metodo di misurazione degli effetti generati dagli investimenti pubblici, l’individuazione di criteri per la ripartizione dei fondi destinati alle manifestazioni culturali e turistiche”, il reperimento di risorse esterne per diversi progetti”. Molti dei quali, però, “hanno bisogno di altro lavoro per essere portati a compimento”. Un lavoro non semplice. E qui Di Lucente sembra segnalare i punti deboli di un ente provinciale, ancora a rischio chiusura, tra “severi tagli alle risorse che mettono a rischio servizi e stipendi del personale, blocco degli impegni di spesa; assenza di un bilancio di previsione “per avere contezza di una situazione che rischia di determinare il collasso dell’Ente e dei territori amministrati”. L’attacco non si esaurisce: “Se invece a prevalere sarà la logica delle poltrone, dichiaro la mia totale estraneità rispetto a una politica fatta di mere spartizioni e rivendico con orgoglio una dignità politica diversa.

Isernia, il Comune pagherà i fornitori con i soldi dei cittadini

ISERNIA - Per qualcuno è l’ennesima prova di quanto gli enti locali riescano a ‘giocare’ sulla pelle dei cittadini. Per altri, il commissario prefettizio del Comune pentro non poteva fare altro. Vincenza Filippi ha infatti deciso di aprire un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per pagare parte dei debiti maturati entro la fine dello scorso anno. Così da un lato i fornitori di Palazzo San Francesco possono tornare a sperare di ricevere quanto gli spetta da tempo ormai immemore. Ma, allo stesso tempo, si prevede un salasso trentennale per gli isernini. Vediamo perché. L’anticipazione milionaria è stata richiesta dalla Filippi tramite i fondi previsti dal decreto numero 35 del 2013 dell’ex governo Monti. I particolari sono contenuti nella delibera comunale numero 20 del 25 maggio scorso, dal titolo ‘Assunzione anticipazione Cassa depositi e prestiti’: delibera che tiene conto anche del parere del Collegio dei revisori dei Conti. Ebbene, come si legge nel documento, il commissario straordinario ha ottenuto “un’anticipazione di euro 2.150.033,64 per far fronte al pagamento dei debiti maturati entro il 31 dicembre 2012”. In pratica, non si tratta altro che di un prestito di oltre due milioni di euro che verrà erogato alle ditte fornitrici del Comune: metà di qui alla fine del 2013 e metà il prossimo anno. Ma attenzione: si tratta di un prestito. Dunque, in quanto tale, i soldi ora a disposizione vanno ovviamente restituiti entro il 31 maggio 2042 e con gli interessi. Particolare che gonfierà la somma in ballo fino a una cifra che potrebbe sfiorare i 3.5 milioni di euro. Soldi, dunque, che come detto sottoforma di debito peseranno sui contribuenti isernini per i prossimi 29 anni. In questo modo saranno le nuove generazioni a caricarsi sulle spalle l’onere di una crisi di cui subiscono le conseguenze senza saperne nulla. Ma è chiaro che in questo momento le imprese creditrici, per lo steso motivo, hanno bisogno di liquidità. Ecco perché molti vedono l’ultima decisione del commissario prefettizio come qualcosa di necessario: una medicina amarissima, ma utile a contribuire alla guarigione di una parte importante dell’economia provinciale.

Comunali a Isernia, dimissionari premiati ancora dall’urna

ISERNIA - Impresentabili? Macché. I dimissionari di centrodestra che nel giugno del 2012 fecero cadere la giunta neo eletta di Ugo De Vivo sembrano non conoscere tramonto. Tra cambi di casacca, conferme nei propri partiti, spostamenti all’interno della coalizione e veri e propri salti delle barricate, quanti l’anno scorso fecero il gran rifiuto, e a distanza di un anno si sono ripresentati alle urne, sono stati tutti eletti eccetto uno. Ma passiamo ai numeri, per i quali tuttavia dobbiamo attenerci a dati purtroppo ancora ufficiosi ma comunque indicativi. Dei 17 dimissionari, solo 8 si sono ricandidati. Sei sono stati confermati in assise, in ogni caso aumentando le proprie preferenze. E’ successo a Giovanni Fantozzi, passato dai 259 voti del 2012 ottenuti con la casacca del Pdl ai 265 di oggi con Grande Sud. E a Stefano Testa, confermato consigliere comunale restando nelle file del Pdl ma passando dai 216 voti dello scorso anno ai 228 dell’attuale. Proseguendo con quanti sono rimasti più o meno con la stessa squadra, troviamo il giovanissimo Pietro Paolo Di Perna che nel 2012 si fermò a quota 153 voti con Alleanza per il Molise e oggi arriva a 224 con Fratelli d’Italia, dunque rimanendo sotto l’egida di Filoteo Di Sandro. Anche Domenico Chiacchiari è restato dov’era: Progetto Molise ieri e anche oggi. Anche nel suo caso, le dimissioni sembrano aver influito poco sul suo appeal col voto: 182 per lui quelli ottenuti dodici mesi fa e 220 stavolta. E passiamo ai ‘centristi’ che alla ricandidatura hanno aggiunto il cambio di coalizione. Cesare Pietrangelo nel 2012 con Alleanza di Centro (dunque col centrodestra) raccolse 222 preferenze, salite a 241 nel 2013 grazie al Polo di Centro che ha appoggiato il centrosinistra. Stesso discorso per Andrea Galasso che addirittura ha cambiato partito e schieramento. Scelta che ha pagato visto che il giovane neo consigliere è passato da 128 voti ottenuti con l’Udc accanto al candidato sindaco Rosetta Iorio, ai 230 messi insieme con la lista civica di Luigi Brasiello, Isernia di tutti. Gli unici due dimissionari a non farcela sono Angelica Morelli (nel 2012 con Alleanza per il Molise, nel ’13 con Fratelli d’Italia) che tuttavia conferma il trend di voti in crescita, passando da 127 a 145 voti. Come anche Piero Sassi, passato da 156 a 204 voti, sempre con Grande Sud, ma rimasto fuori da Palazzo San Francesco. E quanti non firmarono le dimissioni? Tre su quattro si sono ricandidati: Tutti eletti anche in questo caso con una sola eccezione: Vincenzo Bucci che, tanto per cambiare, ha comunque incrementato il proprio numero di voti.

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