Giovane orsa uccisa in Molise da un pirata della strada, «grave perdita per patrimonio genetico»

“Purtroppo e’ una grave perdita di patrimonio genetico, scompare una futura riproduttrice preziosissima se si considera che nella popolazione appenninica il rapporto maschi-femmine e’ a queste ultime sfavorevole”: cosi’ Corradino Guacci, presidente della ‘Societa’ italiana per la storia della fauna’ di Baranello (Campobasso), commenta la morte della giovane orsa, di circa 6 anni, investita ieri sera, da un veicolo che non si e’ fermato, a Rionero Sannitico (Isernia), in un territorio fuori dai confini sudorientali del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) e della sua Zona di protezione Esterna (Zpe). Guacci ribadisce “la necessita’ ormai improrogabile, oltre che di intensificare le misure di prevenzione sul territorio atte a favorire la convivenza uomo-orso e a contenere la mortalita’ di origine antropica, di istituire una banca genetica dell’Orso bruno marsicano il cui utilizzo potra’ favorire la colonizzazione di nuove aree vocate alla presenza dell’orso”. “Riteniamo necessario riconsiderare, da parte dell’Ente Parco – aggiunge – l’ostracismo a una politica di integrazione alimentare nei periodi di iperfagia che precedono il sopore invernale. Le situazioni di emergenza si fronteggiano con interventi di emergenza. Non e’ un caso che proprio negli anni, come il corrente, nei quali il cibo in natura scarseggia aumenta la frequentazione nei paesi da parte degli orsi. Non e’ da sottovalutare la concorrenza alimentare che oggi viene esercitata dalla consistente presenza di ungulati, cervo e cinghiale in particolare, quasi del tutto assenti appena cinquant’anni fa. Solo in questo modo, favorendo la nascita di altri nuclei vitali al di fuori dell’area del Pnalm, potremo sperare di salvare questa eccellenza dell’Appennino”.

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