Dopo Bolzano, è il Molise che paga di più per gli affitti degli studenti fuorisede

In Italia aumentano, secondo alcuni osservatori specializzati, i costi di locazione per le abitazioni degli studenti universitari fuori sede. In questo periodo, sono tante le famiglie in giro per l’Italia, insieme con i propri figli, per cercare la sistemazione abitativa più congeniale e funzionale in vista dell’inizio dell’anno accademico: un costo che incide considerevolmente sul budget delle famiglie italiane, che possono comunque portarlo in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Proprio dall’analisi delle somme indicate nella dichiarazione presentata dai contribuenti nel corso del 2018 relative ai redditi del 2017, effettuata dall’Ancot-Associazione nazionale consulenti tributari su dati del ministero dell’Economia e delle Finanze – dipartimento delle Finanze, emerge che, complessivamente, in tutta Italia, sono stati 273.650 i contribuenti che hanno indicato nella propria dichiarazione le spese di locazione per studenti fuori sede per un ammontare pari a 457.452.000 euro e una media di 1.670 euro.

Al primo posto come media indicata nella dichiarazione dei redditi figurano i contribuenti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino Alto Adige pari a 1.980 euro. A seguire le altre realtà regionali dove in maniera decrescente sono state indicate le medie pagate dai vari contribuenti per le spese di locazione delle abitazioni degli studenti universitari Ifuori sede sono: Molise 1.740 euro; Emilia Romagna 1.730 euro; Umbria 1.730 euro; Basilicata 1.730 euro; Toscana 1.720 euro; Puglia 1.700 euro; Trentino Alto Adige (Provincia autonoma Trento) 1.680; Lazio 1.680 euro; Abruzzo 1.680 euro; Lombardia 1.670 euro; Campania 1.670 euro; Sardegna 1.670 euro; Liguria 1.650 euro; Calabria 1.650 euro; Valle d’Aosta 1.640 euro; Veneto 1.640 euro; Marche 1.640 euro; Piemonte 1.630 euro; Friuli Venezia Giulia 1.620 euro e Sicilia 1.600

“I contribuenti, per le spese sostenute dagli studenti fuori sede, possono portare in detrazione fiscale l’affitto – ha detto Celestino Bottoni, presidente nazionale dell’Ancot – e beneficiare di uno sgravio Irpef pari al 19% della spesa sostenuta, ma entro un limite specifico. I genitori degli studenti, nel modello 730 per la dichiarazione dei redditi, potranno scaricare il 19% esclusivamente fino a un massimo di 2.633 euro di spesa, in riferimento all’onere sostenuto nel 2017”. Con riferimento all’analisi effettuata dall’Ancot, il presidente Bottoni ha aggiunto: ”Dalla nostra analisi emerge che la media dichiarata dai contribuenti italiani è ben lontana dalla somma massima che può essere portata in detrazione”.

Per poter beneficiare della detrazione dell’affitto, è necessario che la casa presa in locazione dallo studente universitario fuori sede rispetti specifici requisiti, che riguardano per lo più la distanza dal luogo in cui ha sede l’università frequentata. Inoltre, possono beneficiare della detrazione anche gli iscritti agli Istituti tecnici superiori (Its) in quanto, in base al parere reso dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ai fini della detrazione delle spese sostenute per la frequenza di tali istituti, tali spese sono assimilabili a quelle per la frequenza di corsi universitari  e ai nuovi corsi istituiti ai sensi del dpr n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati (circolare 13 maggio 2011 n. 20, risposta 5.3).

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